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Museo del Tesoro di San Gennaro

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Descrizione

Avete mai visto da vicino migliaia di diamanti, rubini e smeraldi? Credete che un gioiello sia tanto prezioso da salvare la vita di un Re?

E che un paio di orecchini diventino il simbolo contro la peste? Sapete che baciare un pesce scolpito in una meravigliosa statua in argento fuso può favorire la gravidanza di una donna? E volete provare la sensazione di sentirvi protetti da ben 54 santi?

Allora dovete assolutamente entrare e visitare il Museo del tesoro di San Gennaro, il cui valore supera quello della corona d’Inghilterra e degli zar di Russia, custodito per secoli dalla eccellentissima deputazione della citta’ di Napoli.

Il Reliquiario per il sangue di San Gennaro

Il re Roberto d’Angiò circa 700 anni fa volle che le ampolle con il sangue fossero incastonate in un apposito Reliquiario, una teca preziosa costruita in argento dorato, da esibire durante le esposizioni al pubblico. In età barocca fu realizzata la base con corona che ospita al centro uno degli smeraldi più grandi al mondo. Questo preziosissimo reliquiario esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro è utilizzato ancora oggi durante le processioni: le ampolle con il sangue infatti trovano alloggio nel foro in alto e sono tenute ferme da una baionetta.

La collana del tesoro di San Gennaro

La Collana del Tesoro di San Gennaro realizzata dal 1679 al 1929 rappresenta la storia di 250 anni d’Europa, il risultato della devozione di Re e Regine, nobili e gente comune.

Nel 1679 la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro diede l’incarico all’orafo napoletano Michele Dato di realizzare un ornamento per il Busto di San Gennaro, costituito da 13 grosse maglie d’oro con diamanti, smeraldi e rubini, donate dalla Deputazione. Una volta realizzata la collana, la Deputazione ritenne che fosse poco preziosa per il busto e così in epoche successive si è arricchita, aggiungendo altri preziosi donati da re e regine passati per Napoli o che abbiano regnato sulla città.

Tra questi la Regina Maria Amalia di Sassonia, Carlo III di Borbone, la Regina Maria Carolina d’Asburgo, Francesco I d’Austria, Giuseppe Bonaparte, Maria Cristina di Savoia, Vittorio Emanuele II di Savoia hanno così trasformato la Collana originaria in un trionfo di ori, diamanti, smeraldi, rubini, zaffiri e altre pietre preziose

Ma anche una popolana, per ringraziare di essere scampata alla peste, offrì a San Gennaro il patrimonio più grande che avesse: due semplici orecchini, tramandati dalla bisnonna che sarebbero poi stati lasciati in eredità alle sue figlie. La Deputazione, ritenendolo un gesto nobilissimo, fece inserire i due orecchini nella parte superiore della Collana.

Nell’anno 1929 Maria José del Belgio, moglie di Umberto II di Savoia, decise di visitare la Cappella del Santo: ma si presentò senza alcun omaggio. Era tradizione consolidata tra i potenti europei, infatti, offrire un dono al Santo Patrono quando si recavano in visita. Dopo qualche attimo di imbarazzo. Maria Josè si sfilò dal dito un anello d’oro con diamante e lo donò alla Deputazione, che in seguito decise di inserirlo al centro del Collare. Proprio tra i due orecchini della popolana.

La Mitra gemmata di San Gennaro

Si tratta di uno degli oggetti più preziosi al mondo: 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti, il tutto per 18 kg di peso.
La Deputazione del Tesoro di San Gennaro commissionò la realizzazione della Mitra a Matteo Treglia, orafo del famigerato borgo napoletano, che, insieme ad altri 50 colleghi, completò il lavoro in un solo anno. Il risultato fu sorprendente: un vero e proprio ricamo orafo ottenuto grazie ad una tecnica di incastonatura e un innovativo taglio delle pietre preziose.

Furono utilizzate solo tre tipologie di pietre: gli smeraldi, che alludono alla conoscenza; i rubini, che simboleggiano il sangue di San Gennaro; i diamanti che, essendo le pietre più dure, rappresentano la fede.

Questa straordinaria opera d’arte è dotata anche di una grande meccanica: possiede ammortizzatori interni che assorbono i colpi dovuti al trasporto durante le processioni pubbliche, fino al 1931.

Location

Via Duomo, 149 – 80138 Napoli NA (Google Map)

Foto
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