Saloni, appartamenti di rappresentanza, arredi e personaggi che evocano il passato della nostra città costituendo la sua “memoria”. L’evoluzione dello slargo “largo di Palazzo” attraverso tre secoli di mutamenti ambientali approdati nell’attuale configurazione di Piazza del Plebiscito.
In pieno neoclassicismo il “largo di Palazzo” è a capo di un serrato processo di trasformazioni politiche e di programmi di intervento, diviene Foro ferdinandeo.
Davanti al Palazzo reale, edificato, nel 1602 da Domenico fontana, l’ambiente urbano si stendeva in un vasto spiazzo irregolare, caratterizzato dalla presenza di tre antichi complessi religiosi di Santa Croce di palazzo, S.Luigi e di S.Spirito, il primo dei quali fu sostituito dalla costruzione di palazzo Salerno costruito nel 1775,, a seguito della politica di Ferdinando IV di Borbone e del ministro Tanucci di diminuire le proprietà e lo strapotere clericale nel Regno.
Originariamente destinato ai corpi scelti dell’Esercito Napoletano, Palazzo Salerno divenne nel 1791 la sede del ministro Acton e poi dei ministeri di Stato fino al 1825, quando furono trasferiti a Palazzo San Giacomo, oggi sede del Municipio. Nel 1798 la facciata di Palazzo Salerno fu rifatta dall’architetto Francesco Securo, per renderla uguale a quella del dirimpettaio Palazzo della Foresteria, oggi sede della Prefettura.