La villa completamente restaurata rappresenta un modello, tra i più rilevanti, dell’architettura neoclassica napoletana. L’edificio venne progettato da Pietro Valente nel 1826, quando Ferdinando Acton, decise di costruirsi una residenza lungo l’asse stradale che fiancheggia la Villa reale, la particolarità, si riflette nella sistemazione dell’edificio al centro di un immenso parco, secondo la tradizione inglese. La villa, acquistata nel 1841 dai Rothschild venne radicalmente trasformata.
Successivamente divenne proprietà dei Pignatelli e con l’arredo che la costituiva venne così fondato il Museo intitolato a Diego Aragona Pignatelli Cortes, uno dei pochi esempi, se non l’unico, per l’intrinseco rapporto fra edificio e collezioni, di Casamuseo esistente oggi.
L’appartamento si snoda attorno ai tre salottini centrali: quello azzurro, che introduce alla grande sala da ballo, quello rosso, che conserva l’aspetto sontuoso conferitogli nel periodo Rothshild, quello verde infine costituisce l’ambiente di raccordo fra la sfarzosa biblioteca, dal ricco parato in cuoio impresso in oro della fine ottocento. La sala da pranzo, di recente restituita all’antico splendore con l’esposizione della tavola imbandita con i piatti e le posaterie di casa Pignatelli.